AGOSTO 1872 si svolge a Rimini la Conferenza Costitutiva della Federazione Italiana dell'Associazione internazionale dei Lavoratori , in casa Santinelli, sede del Fascio Operaio.
Il Prefetto di Forlí, in un rapporto al Ministero degli Interni:
“ … per tutte queste considerazioni, senza dissimularli che smisurate sembrano le apparenze dei disegni sbozzati dalla Conferenza di Rimini, io debbo anco riconoscere , e spero che il ministro non avrá difficoltá a dividere con me questo giudizio, che le risoluzioni ivi prese eccedono di troppo la misura delle forze loro o si guardi a coloro che predisposero, o al seguito che aver possono, mentre certo &eacut; che questa pretesa organizzazione delle forze rivoluzionarie allargantesi alla emancipazione sociale dei lavoratori per tutte le regioni d'Europa ha inaugurato l'opera sua da un nuovo disgregamento ( il distacco degli internazionalisti italiani, sulla scia dell'insofferenza per l'autoritarismo centralizzatore del consiglio generale londinese, dell'organizzazione fondata da Marx nel 1864 – NdC ), che a me pare debba portare a tutt'altro che a quella concentrazione poderosa di mezzi che pur si riecheggiano per mettere, com'essi vagheggiano, in iscompiglio la societá tutta quanta “.
Stando agli elenchi compilati a piú riprese dal sottoprefetto di Rimini per il suo superiore forlivese,
• gli internazionalisti riconosciuti e schedati a Rimini erano circa 140
• in netta prevalenza operai della officina ferroviaria (dove lavoravano circa 300 individui)
• gli altri si ripartivano fra i diversi mestieri di una cittá ancora a struttura economica quasi esclusivamente artigiana e commerciale
• come “capo occulto” veniva indicato Raffele Tosi , garibaldino, a quel tempo ispettore delle guardie municipali.
29 giugno 1873 inaugurazione dello Stabilimento Bagni, costruito e gestito dal Comune.
10 marzo 1874 nell'anniversario della morte di Mazzini, il sottoprefetto tiene tutti i soldati in allerta, consegnati in caserma. Ad alcuni poliziotti viene dato l'incarico di strappare, sotto i fischi e i commenti ironici dei cittadini, i manifesti repubblicani affissi ai muri. La sera precedente, il mazziniano Cajo Renzetti (collaboratore del Nettuno ) era stato messo in stato di fermo (in modo del tutto illegale).
2 agosto 1874 convegno nazionale di mazziniani e internazionalisti a Rimini presso la villa di Ercole Ruffi (industriale dello zolfo e presidente della camera di commercio), a Covignano, in vista di un imminente moto rivoluzionario. Circondata la casa, tutti i 28 congressisti (tra i quali i riminesi Bilancioni, Ugolini, Francolini, Martinini, Augusto Grassi, Achille Serpieri ) furono brutalmente perquisiti, arrestati e fatti partire con una nutrita scorta militare su di un treno diretto verso Ancona . Saranno incarcerati per molti mesi presso il castello di Spoleto.
18 marzo 1875 Rimini é colpita da una disastrosa scossa di terremoto. Tantissimi i danni, ma senza vittime.
24 marzo 1878 il n� 34 del 24 marzo 1878 de “ il Nettuno ”, giornale mazziniano, inneggia apertamente all'anniversario della Comune (celebrato il 18 con un convegno in una localitá campestre segreta);
il 7 aprile dedica gran parte del periodico ad una enfatica presentazione degli scopi della Internazionale;
con il n� 37 del 14 aprile 1878, “il Nettuno” viene soppresso ed il suo direttore di lá a poco tratto in arresto per cospirazione contro le istituzioni, ed imprigionato per un anno.
Insieme a lui, sul banco degli imputati del processo forlivese, tenutosi nell'ottobre del 1879:
Caio Zavoli , l'antico garibaldino dei Vosgi;
Attilio Tosi , mediatore;
Giuseppe Pedrizzi , studente di medicina;
Pellegrino Bagli , possidente;
Alceste Faggioli , possidente;
Giovanni Arlotti , acquaiolo;
Vittorio Grazia , fabbro ferraio;
Pilade Rossi , tintore.
8 maggio 1881 esce il primo numero di “ La Vita Nuova ”, periodico socialista settimanale.
19 giugno 1881 tutti i numeri di “ La Vita Nuova ” vengono inesorabilmente sequestrati . Il n� 7, a causa di un violentissimo articolo di accusa al comportamento delle autoritá locali, ne segna la fine definitiva.
Marzo 1882 la prefettura , in occasione della celebrazione dell' anniversario della Comune , affidata ad una semplice conferenza commemorativa svoltasi alla presenza di appena un centinaio di persone, interviene con la forza pubblica e fa sciogliere la pacifica riunione, facendo addirittura circondare l'edificio (ex Palazzo Nani) da due compagnie di linea .
Aprile 1882 la prefettura fa perquisire l'abitazione ed arrestare arbitrariamente il giovane Giusto Goldini , in “odore di socialismo”, segretario contabile della camera di commercio.
3 febbraio 1884 esce a Rimini un manifesto di solidariet� contro la condanna di Malatesta e Merlino e di altri sei anarchici , per aver tentato di organizzare a Roma l'anno precedente una sezione di internazionalisti e una celebrazione dell'anniversario della Comune:
“ Le Associazioni socialiste anarchiche rivoluzionarie riminesi;
Udita la partigiana sentenza emanata dal Tribunale Correzionale di Roma colla quale si condannano per Titolo d'associazione di malfattori, i compagni Merlino, Malatesta, Rombaldani, Pernier, Pavani, Venanzi, Tribalza, Biancani,
considerando che a carico dei condannati non esistono elementi costitutivi di qualsiasi reato;
ritenuto altresí che con quel verdetto si colpisce - col punire i nobili intendimenti di coloro che si prefiggono l'emancipazione umana – la libertá di pensiero e si erige la diffamazione a sistema di governo:
DENUNZIANO
Al paese perch� giudichi e ricordi la medioevale sentenza, che viola i piú elementari principi di giustizia e si dichiarano solidali con i compagni condannati ”.
Le firme:
per il Circolo “Amilcare Cipriani”, Magnani Luigi, Morini Giuseppe, Sampaoli Luigi, Vernocchi Roberto ;
per il Circolo “18 marzo” , Zannoni Luigi, Brolli Giuliano, Urbinati Mario, Guerra Giovanni ;
per il Circolo “Luisa Michel”, Cipriani Alceste, Grazia Vittorio, Ceccarelli Grandegardo, Piselli Giuseppe ;
per il “ Circolo Socialista ”, Settimio Versari, Domenico Francolini, Bagli Pellegrino ;
per l' “ Avanguardia Internazionale ”, Zavoli Bruto, Fabbrini Giuseppe, Marcaccini Silvio, Orlati Giuseppe;
per il Circolo “Gustavo Flourens”, Sarti Ciro, Nicoletti Luigi, Richi Domenico .
17-18 marzo 1883
il sotto – prefetto De Conti , in occasione della consueta celebrazione dell'anniversario della Comune , scatena a Rimini perquisizioni e arresti arbitrari .
Luglio 1885 la Societá di Mutuo Soccorso Operaia Riminese , pur in clima di immobile conservatorismo, raggiunge 518 iscritti fra maschi e femmine, presieduta da Giusto Goldini , membro del Circolo Socialista.
Estate 1886 epidemia di colera. Fra centro, borghi e campagne, ne furono colpite 226 persone, di cui 165 morirono. Tra questi, stando alle statistiche de “l'Italia”, solo 1 era di “condizione agiata”, 94 appartenevano alla piccola e media borghesia, 131 venivano classificati di “condizione miserabile”.
1 maggio 1890 prima solenne celebrazione del 1 maggio , decisa dal Congresso internazionale di Parigi dell'anno precedente.
La sotto – prefettura di Rimini , spaventata dall'ipotesi di una “festa del lavoro”, aveva fatto affiggere un manifesto con preoccupanti richiami agli operai per il “rispetto dell'ordine” e per dimostrare la validit� delle richieste di miglioramenti sociali avanzate solo attraverso i normali canali istituzionali .
Nessun incidente si verificá durante i comizi: lo spiegamento di truppe ( due compagnie di linea vennero mobilitate ) voluto dalla sotto – prefettura risultá completamente inutile.
Gennaio 1894 Escono alcuni numeri del periodico di propaganda anarchica “ La Forca ”, redatto da Francesco Aducci . Tra accuse violente alle autorit� statali, speranze di palingenesi sociali, lunghi brani dottrinari di Kropotkin, non mancavano concreti riferimenti alla crisi italiana e soprattutto siciliana (la rivolta dei fasci siciliani che stavano per subire la spietata repressione di Crispi)
Maggio 1895 esce un numero unico dell' Arlecchino per offrire sostegno elettorale a Barbato, avversario di Luigi Ferrari. In tutta Romagna, e soprattutto a Rimini, ci fu un violentissimo dibattito fra gli opposti partiti. Ferrari vinse le elezioni con un ridotto scarto di voti. Ci furono numerosi incidenti durante la domenica elettorale e la tensione in citt&aaacute; era estremamente alta. Nella notte fra il 3 e il 4 giugno l'On. Ferrari , passeggiando per le vie cittadine, si scontró con un gruppo di persone da cui partirono offese al suo indirizzo. Ferrari volle affrontarli, nacque un diverbio e partí un colpo di rivoltella che colpírrari alla gola. Morí l'11 giugno .
La polemica divampó in tutta la regione. I partiti della Estrema furono accusati di essere i veri responsabili dell'accaduto a causa della loro predicazione di odio fra le classi.
I nove arrestati erano noti alla polizia per le loro idee anarchiche e socialiste, apertamente manifestate. Il tribunale di Forlí mandó assolti tutti gli imputati con l'eccezione dello sparatore, il calzolaio Salvatore Gattei , che venne condannato a 17 anni di carcere.
20 settembre 1896 - Primo segno del riorganizzarsi delle forze repubblicane in Rimini fu la nascita di un nuovo settimanale, “ Il Marecchia ”, diretto da Roberto Serpieri .
Subito il giornale si presentó facendo proprio il tema pi&uacte; tipico della “democrazia” riminese: un anticlericalismo violento e rozzo, che celebrava i suoi fasti sul foglio repubblicano attraverso una rubrica periodica, “spigolature”, dove si annotavano tutte le notizie relative a misfatti, soprusi, intemperanze sessuali commesse da componenti del clero.
Novembre 1896 disastrosa inondazione del Marecchia, dell'Ausa e del Mavone.
Febbraio 1897 sollevazione nazionale dei greci di Candia, desiderosi di ricongiungersi alla madre patria sottraendosi al dominio ottomano. A Rimini, il 26 febbraio, vi fu la prima manifestazione di solidarietá “pro – Candia” organizzata nella sede della Societá Operaia da Giacinto Mari e da Umberto Serpieri . Presente tutta la “democrazia”, dai radicali agli anarchici.
28 settembre 1897 si riunisce a Rimini il 1� Congresso Cattolico Diocesano presieduto dallo stesso vescovo. Presente tutta la nobiltá nera della cittá.
4 dicembre 1897 si tenne nella grande sala di via Clodia, di fronte ad oltre mille intervenuti, un comizio unitario tra repubblicani, socialisti ed anarchici . Parlarono: Giusto Goldini , l'on. Gattorno , l'anarchico Vivaldo Zacchini e l'avvocato repubblicano Pugliesi , pronunciandosi in termini molto aspri sulla linea di governo di Di Rudin�.
• nasce un nuovo settimanale, “ Il Momento ”, vicino agli ambienti radicali ed agli uomini della camera di commercio, che avrebbe dovuto rappresentare un pi&uacte; sicuro punto di riferimento per i gracili gruppi della borghesia progressista riminese.
Giugno 1909 sorge un comitato permanente di agitazione anticlericale , fra repubblicani, anarchici e mazziniani (i socialisti se ne astenevano) che organizzava comizi violentissimi contro l'invadenza dei preti nella vita politica e contro la pretesa di presentare Rimini come la “citt´ pi&uacte; clericale della Romagna”.
Ottobre 1909 alla notizia della fucilazione di Francisco Ferrer, l' Estrema riminese era pronta ad esplodere. Fra il 14 e il 17 l'intera citt´ fu paralizzata dalle manifestazioni nelle piazze, di scioperi, di comizi , che raggiunsero toni di particolare drammaticit´ quando la folla al grido di “ABBASSO I PRETI” tentó di assalire l'arcivescovado, il seminario e la casa di don Mauri, il direttore dell'Ausa.
Giugno 1912 In seguito allo scoppio della guerra di Libia, si svolge un convegno regionale antimilitarista fra giovani anarchici, repubblicani e socialisti dell'Emilia Romagna al n. 20 di via Cavalieri, “in un locale di proprietá; dell' “anarchico pericoloso Angeli Enrico”, di Giovanni, giornalaio”, come relaziona i prefetto a Roma.
28 luglio 1912 si svolge a Rimini un incontro nazionale dei delegati di gruppi anarchici di diverse regioni . Presenti 200 persone in rappresentanza di una novantina di associazioni in Toscana, Emilia Romagna e Marche. Si decideva di “ fare il possibile, affinch&eacut; in un giorno da determinarsi si effettui una grande distribuzione di manifesti murali e volanti, sia contro la guerra che a protesta in favore delle vittime politiche ”.
Giugno 1914 la “ Settimana Rossa ” – la mattina del 10 giugno i dimostranti riminesi si scagliarono ripetutamente contro la stazione , cercando di invaderla. Gli sbarramenti di truppa respinsero gli assalti, e i dimostranti si accanirono contro un ponte di traversine distante qualche centinaio di metri, incendiandolo e dando fuoco anche a tre vagoni.
La folla si rivolse allora contro i casotti daziari , simboli odiati dell' “oppressione” fiscale, e in serata contro il Duomo , di cui furono incendiati i portali.
Per rifornirsi di armi, la folla in tumulto assalí una palestra ginnica asportandone gli attrezzi da usare come oggetti contundenti e svaligió il tiro a segno e due negozi di armi .
Il giorno 11 giugno si aprí con il saccheggio di un'altra armeria , e si chiuse con nuovi tentativi di incendiare la porta del Duomo , quella della Cappella di Sant'Antonio e l'ufficio del Catasto .
Il 12 giugno Biagio Pedrizzi comunicó la cessazione dello sciopero generale .
La citt´ viene posta sotto stretta sorveglianza poliziesca: frequenti erano i fermi e le perquisizioni domiciliari dei sospetti.
19 maggio 1915 prima guerra mondiale. Ultima grande manifestazione socialista contro la guerra ; oratore, Biagio Pedrizzi . Presenti numerose squadre di donne e bambini di Riccione, Bellaria e delle altre frazioni del Comune, che percorsero in lungo e in largo la cittá vociando contro la guerra.
24 maggio 1915 una unitá navale da guerra austriaca spara alcuni colpi di cannone sulla cittá . I proiettili scavalcarono l'abitato ed andarono a colpire la zona di Covignano, provocando danni alla fabbrica svizzero – tedesca di laterizi Strubin (poco dopo anch'essa smantellata, come la fabbrica di birra Spiess ).
Giugno 1919 si aprono le vertenze (conclusesi positivamente) della Lega Spazzini , di quella del personale di mensa e dei “ lavoratori dell'arte bianca ” (i panettieri).
Il primo di giugno era stata solennemente inaugurata la bandiera della Lega Marinai e un corteo di lavoratori aveva attraversato la cittá al canto della Internazionale, provocando per� l'intervento dei Carabinieri, che imposero lo scioglimento della manifestazione, strapparono alcune bandiere ed eseguirono degli arresti .
20-21 luglio 1919 Sciopero generale nazionale , cui aderí gran parte del proletariato riminese, per reclamare la fine dell'aggressione dei paesi capitalisti alla Russia sovietica .
11 gennaio 1920 convegno della Camera del Lavoro Socialista nell'atrio del teatro Vittorio Emanuele. Il segretario Pedrizzi annuncia nell'occasione che le organizzazioni rappresentate sono salite a 58 con ben 5000 iscritti .
20 – 30 gennaio 1920 sciopero dei ferrovieri . Lo sciopero fece molta impressione sulla opinione pubblica moderata riminese, mentre diede ai lavoratori l'impressione di possedere una enorme forza capace di colpire al cuore l'apparato statale.
Comizi, manifestazioni, scioperi si susseguivano in cittá , sia a sostegno delle piú svariate rivendicazioni economiche di categoria (fornaciai, panettieri, metallurgici, impiegati e commessi, tranvieri, facchini, tra gli altri), sia con carattere piú spiccatamente politico in appoggio alle lotte del proletariato internazionale.
Marzo 1920 accettato dai proprietari terrieri il memoriale presentato dalla Federazione Contadina guidata da Primo Paci e contenente un nuovo Patto Colonico . L'accordo era stato accettato su basi piú arretrate, perché i cattolici dell'Ufficio del Popolo, capeggiati da Giuseppe Babbi , avevano accettato molte delle condizioni imposte dai proprietari.
Giugno 1920 i socialisti riescono a mobilitare in maniera pressoché compatta i coloni , tanto da arrivare ad un massiccio sciopero culminato nell'imponente marcia sulla cittá degli agricoltori con i capi di bestiame, decisi a consegnarli ai padroni nelle loro case cittadine . L'Agraria, dopo gli iniziali propositi battaglieri, si piegó spaventata a tutte le richieste della Federazione, e la manifestazione si arrestó nei prati della Fiera.
27 ottobre 1920 insediamento della nuova amministrazione “rossa” , che ricevette i poteri dalle mani del commissario, interrotto dalla folla presente quando pronunci� la formula “ In nome del Re consegno ” sostituita da “ In nome del Proletariato ”. A capo il sindaco Arturo Clari (medico), ed assessori Biagio Pedrizzi (impiegato), Vittorio Belli (medico), Gomberto Bordoni (negoziante), Mario Macina (operaio), Cesare Gianoni (impiegato), Adolfo Porcellini (impiegato delle ferrovie).
Dicembre 1920 si comincia a Rimini a vociferare di fascismo . Le notizie sono incerte, ma i segni della novit� si stanno accumulando. Scrive il giornale “ Germinal ”:
“ Sappiamo che anche a Rimini si vuole formare il fascio . Difatti si lavora a tutto spiano per la formazione di quest'accolita di emuli del fascismo bolognese… e d'altri luoghi. Vi � un gran daffare fra i figli di pap�, mangiasocialisti di Rimini e qualche pezzo grosso del fascismo forestiero non escluso qualche reazionario cittadino della vicina repubblica di San Marino “.
Gennaio 1921 le numerose agitazioni sindacali e il diffondersi delle organizzazioni di tutela dei lavoratori non avevano attenuato le difficolt� economiche , aggravate da un processo vertiginoso di crescita inflazionistica .
Da una accurata tabella pubblicata dall'Ufficio comunale del lavoro, risultava il seguente quadro riassuntivo di spese per una famiglia di 5 persone (due adulti e tre ragazzi) di 1.242.37 lire mensili , di cui:
• il 65,64 % utilizzato per alimenti;
• il 9.14 % nel combustibile e nella illuminazione;
• il 4,83 % nella pigione;
• il 12,59 % in spese di vestiario e biancheria;
• il 7,80 % in spese varie.
Le entrate mensili invece erano valutabili tra le 300 e le 800 lire mensili a seconda della specializzazione del lavoro (dalle 10 lire al giorno di un bracciante si passava alle 26,40 di un carpentiere).
Marzo 1921 ad opera degli squadristi, in tutta Italia le Camere del Lavoro, le Cooperative, i Municipi rossi vengono devastati ed incendiati, gli amministratori socialisti intimiditi, bastonati, derisi; Rimini, fino alla met� del marzo 1921, � scossa invece da una violenta polemica tra la Giunta e il giornale “ La Riscossa ” sulla assegnazione dell'appalto per la linea ferroviaria , con reciproche accuse di collusione con gruppi industriali concorrenti.
24 marzo 1921 ultima fiammata del “biennio rosso”: gli anarchici proclamano uno sciopero generale per la liberazione di Errico Malatesta , detenuto da 5 mesi a S. Vittore. Il successo � assicurato dal sostegno del partito socialista e dalla Camera del Lavoro, che inviano i loro oratori al comizio unitario del pomeriggio in Piazza Cavour.
24 e 25 marzo 1921 grande spiegamento di forza pubblica in citt� (sbarcano anche i marinai da due cacciatorpediniere) a presidiare le strade e le piazze . Proprio in quei giorni si costituisce a Rimini il primo fascio , non ancora in grado, ma per poco, di scatenare la sua violenza ed obbligato a far affiggere unicamente dei manifesti subito strappati dagli scioperanti.
Aprile 1921 da “ Germinal ”:
“ E chi avrebbe osato credere senza arrecare insulto e provocare l'indignazione, che lo studente, che battagliava con la polizia nel famoso maggio, in pr� della guerra apparsagli opera di giustizia da compiersi immediatamente, dopo aver condiviso col contadino e l'operaio il martirio della guerra in una comunanza di dolore e in una santa promessa di trovarsi a fianco della rivoluzione da compiersi a guerra finita, sarebbe stato il pi� feroce bastonatore dell'operaio e del contadino, il pi� implacabile incendiario delle sue case e delle sue cooperative?… ”
11 maggio 1921 La bufera della violenza che ancora pareva interessare solo marginalmente la citt� si scaten�, per�, a pochi giorni dalle elezioni e si accentu� nella settimana immediatamente successiva. Mercoled� 11 (maggio), mentre tornava da San Marino con una compagnia di amici - scambiata per un gruppo di fascisti - fu ucciso a fucilate il cav. Bosi , degna figura di conservatore molto stimato in citt�. Fu la scintilla che scaten� i primi atti di violenza che si espressero il giorno del funerale con raids fascisti per le vie, bastonature, minacce armi alla mano ai cittadini tanto che il foltissimo corteo funebre si disperse pi� volte. Ma il peggio doveva ancora venire.
19 maggio 1921 viene ucciso per ragioni estranee alla politica un ex - anarchico passato allo squadrismo, Luigi Platania : subito i suoi compagni in camicia nera accusarono dell'omicidio un comunista sammarinese di professione ferroviere (in quei giorni si erano verificati numerosi pugilati fra fascisti e comunisti)
20 maggio 1921 si scatenano gli squadristi per le vie della citt�.
Borgo San Giuliano venne letteralmente assalito a colpi di arma da fuoco da una cinquantina di camicie nere , contro la casa del sindaco venne lanciata una bomba e i vetri delle sue finestre furono frantumati dai proiettili,
distrutto ed incendiato il Circolo ricreativo dei ferrovieri , cos� pure quello " 1� maggio " e la Cooperativa dei pittori , i pompieri accorsi furono
tenuti lontani ad armi spianate.
21 maggio 1921 tutti i partiti, compreso il fascio, accettarono una tregua , ma, svoltosi il corteo funebre in un impressionante sventolare di gagliardetti e labari squadristi, di nuovo i fascisti presero a scorazzare per la citt�, insultando, aggredendo, picchiando. Assente per tutti e due i giorni la forza pubblica .
22 maggio 1921 La tragedia per� non si era ancora conclusa, in quanto domenica 22 , tornando dall'impresa di Rimini, un'auto ed un camion di fascisti, mentre attraversavano il borgo di Santa Giustina, presero a sparare sulla folla di contadini intenti ad una festa religiosa . Scesi, poi, dagli automezzi assalirono la moltitudine atterrita ed uccisero tre lavoratori, Ferdinando Amati, Pierino Vannoni e Salvatore Sarti , semplici uomini dei campi estranei ad un qualsiasi impegno politico.
Luglio 1921 quasi dimenticati i fatti di sangue di maggio, continua la polemica repubblicana contro l'amministrazione “rossa” di Rimini.
Il peso fiscale raggiunge livelli intollerabili, e contemporaneamente il Comune decide, per mancanza di fondi, il licenziamento di numerosi salariati e impiegati municipali .
L' Agraria (l'associazione dei proprietari terrieri) impugna davanti alla magistratura il bilancio comunale : si innesca un meccanismo di contrapposizione fra autorit� amministrativa e potere economico che riesce in breve tempo ad isolare la giunta, addossandole ogni responsabilit� della crisi economica riminese e privandola di qualsiasi mezzo finanziario.
1 maggio 1922 celebrazione unitaria dell'ultimo Primo Maggio libero solennizzato a Rimini , con un grandioso corteo ed un enorme pubblico ad ascoltare gli oratori.
Il Circolo Libertario di Studi Sociali pubblica un numero unico, “ Ne la mischia ”, con articoli di Luigi Fabbri, Armando Borghi, Pietro Gori e poesie di Virgilia d'Andrea, inteso a ricordare i compagni caduti sotto la furia avversaria e quelli ingiustamente incarcerati per l'uccisione di Platania.
Pubblicati anche sull'opuscolo i messaggi di:
• Alleanza del Lavoro;
• sezioni riminesi del Sindacato Ferrovieri e dei Postelegrafonici;
• Sezione Sindacato Tranvieri Italiani;
• sezione riminese Federazione Lavoratori del Mare;
• Camera del Lavoro;
• Sezione di Rimini del Partito Mazziniano;
• Gruppo Anarchico “Pietro Gori”;
• sezione del PSI;
• Sezione Comunista e Sezione Giovanile Comunista;
• redazione di Germinal
gennaio 1923 Mussolini scrive sul Popolo d'Italia:
“ Rimini nelle nostre mani significa il braccio della tenaglia che ci mancava per serrare l'Emilia e la Romagna ” .
27 agosto 1923 a Rimini il primo congresso dei fasci romagnoli .
23 settembre 1923 La Riscossa , il giornale repubblicano, rifiuta qualsiasi ammiccamento nei confronti dei fascisti. Gli esempi che cominciavano a precisarsi a Cesena e a Ravenna di militanti repubblicani disposti ad accordarsi con le camicie nere non sarebbero stati seguiti dai repubblicani riminesi.
28, 29, 30 settembre 1923
Anche Rimini assiste alla sua “ marcia ” sui pubblici poteri con l'occupazione fascista della Sottoprefettura, delle Poste, della Stazione Ferroviaria, del Comune .
A cura di:
Associazione ZTL – Zona Temporaneamente Libertaria
Tratto da: Storia di Rimini . Dal 1800 ai giorni nostri. I – La Storia politica, L. Lotti, G. C. Mengozzi, A. Varni, P. Grassi, Rimini, 1978, Bruno Ghigi Editore.